sabato 15 marzo 2014

Intervento Camillo CANTELLI - Presidente Nazionale Arciragazzi al XVI congresso naz.le ARCI.

Bologna, 13-16 Marzo 2014
"Il mio contributo, al vostro congresso, è quello di ribadire una nostra attenzione a quanto ARCI fa e si propone di fare con e per l'infanzia e l'adolescenza, di riaffermare un interesse e una disponibilità alla collaborazione che abbiamo avviato con voi, nel cercare di costruire un rapporto stretto, di proposta politica ed educativa condivisaproiettata allo sviluppo di una cultura dell'infanzia e dell'adolescenza che in questi anni, da parte della Politica e dei partiti, è stata tenuta ai margini del dibattito pubblico.
E' sotto gli occhi di tutti quanto NON hanno fatto i governi negli ultimi anni per l'infanzia e l'adolescenza. Basta citare l'ultimo regalo, fatto immediatamente prima di natale, nell'ambito della Finanziaria del governo Letta: il taglio al Fondo Nazionale Infanzia che ha mortificato e mortificherà, ponendole a grave rischio, tutte quelle azioni, quei progetti che vengono portati avanti quotidianamente almeno nelle città riservatarie della 285.

Ma ancora, lo stato di degrado della scuola pubblica, il mancato aiuto alle famiglie, il disattendere da 10 anni alla definizione dei Livelli Essenziali, così come richiesto dall'art.117 della Costituzione, l'aumento spropositato dei NEET, e gli innumerevoli altri indicatori ci confermano, purtroppo, che "questo non è un paese per giovani".
Un paese, che non investe sul suo futuro è, probabilmente, un paese che non crede in se stesso, un paese che appalta l'educazione e la formazione ai privati, è un paese che abdica al suo ruolo di educatore, un paese che non promuove e/o facilita contesti di aggregazione, confronto e discussione è un paese che ha smarrito il suo senso di comunità.
In questi anni, Arciragazzi si è proposto, insieme ad altre associazioni, in rete e tavoli come interlocutore attento, vigile e propositivo. Luoghi come l'Osservatorio Nazionale sull'Infanzia, Batti il 5, Pidida, Consulta del Garante, il Gruppo CRC, ci vedono in prima linea, con enormi sforzi, ma anche con riconosciute competenze. Ma siamo convinti, che ci sia bisogno anche di altro.
La nostra rete di circoli quotidianamente fa lo sforzo enorme di alzare la saracinesca tutti i giorni per offrire l'occasione a bambini e bambine, a ragazzi e ragazze, a giovani di avere un luogo dove agire, partecipare e vivere i loro diritti. Dove sperimentare nuove relazioni, dove formarsi, dove costruire il proprio futuro, partendo da un presente fatto di riconoscimento, crescita e benessere. Ma c'è bisogno di altro.
Negli ultimi anni, abbiamo accolto e accompagnato con piacere, attenzione ed entusiasmo la costituzione e la crescita del Gruppo di Lavoro sull'Infanzia e l'Adolescenza in ARCI, ci siamo resi disponibili, rifuggendo da atteggiamenti arroganti e professorali, a confrontarci sui percorsi educativi, formativi ed associativi avviati.
Abbiamo condiviso, con voi, la crescente preoccupazione del continuo disimpegno, da parte delle istituzioni, da una politica per l'infanzia, se non emergenziale e frammentata. Ci siamo chiesti, anche con voi, se è arrivato il momento nel quale si faccia uno sforzo ulteriore per la proposizione e la costruzione di un progetto educativo laico e popolare, che nasca dal nostro mondo, quello dell'associazionismo, in risposta ad un non-progetto nazionale.
Un progetto e un movimento che aggreghi anime, visioni, segmenti, gruppi informali e realtà già attive, che siano però convinti che lo sviluppo di un paese, di un territorio passi attraverso la pratica della Cittadinanza attiva, la attuazione e non solo il mero riconoscimento dei diritti, la partecipazione alla costruzione di un presente che non neghi oggi l'importanza e la centralità dell'infanzia e dell'adolescenza per il benessere di una comunità.
Il percorso individuato dal documento del vostro Gruppo Infanzia, condiviso da e con Arciragazzi, può essere forse il concretizzarsi di questo obiettivo, sicuramente l'enzima che attiva il progetto.    
I quattro livelli: 
 

  • la nascita di un coordinamento politico permanente tra il gruppo infanzia Arci e il Consiglio Nazionale Arciragazzi, per omogeneizzare sempre più le proposte politiche e garantire la presenza sui tavoli tecnici /politici ai vari livelli territoriali .
 
  • l'istituzionedi un gruppo scientifico progettuale di specialisti rappresentativi delle due realtà, ma anche del mondo esterno, che avrebbe la funzione di presidiare e mettere in rete le sperimentazioni territoriali . 
 
  • la messa in rete dei giovani, delle famiglie, degli operatori -volontari e delle buone prassiattraverso una serie di appuntamenti nazionali e locali. 
 
  • la sperimentazione di modelli di apparentamento associativo differenziati su base territoriale e progettualeandranno voluti, dibattuti, organizzati, sperimentati, ma dobbiamo credere, essere convinti che sono la strada maestra da attraversare per raggiungere il nostro obiettivo comune.
Una ARCI che deciderà di stare, sulle politiche dell'infanzia e dell'adolescenza, al fianco dell'Arciragazzi, in autonomia, nel rispetto delle diversità ma nel desiderio comune, è l'ARCI con la quale noi ci auguriamo di costruire quanto detto.
Prima di lasciarvi mi fa piacere consegnarvi un contributo:
"L'evoluzione del mondo infantile, indiscutibile se confrontata con la situazione di qualche decennio fa, resta difficile. Il bambino si trova spesso ai margini della società, la sua voce non sufficientemente ascoltata, le conquiste più rilevanti e che più lo interessano, ritagliate prevalentemente sull'esigenze del mondo adulto. La questione fondamentale che ci viene consegnata è quella della costruzione di una politica organica per l'infanzia da parte del Governo, delle Regioni e degli Enti Locali composta da obiettivi, priorità, strumenti di programmazione e di controllo; accompagnata da un'azione culturale diffusa, rivolta alle coscienze, diretta a fare crescere la consapevolezza e la competenza delle generazioni adulte verso le più giovani"
Non sono parole mie, ma di un dirigente dell'Arci, Carlo Pagliarini, fondatore di ARCIRAGAZZI, non sono parole di oggi, ma del 1980, non sono state scritte per un Congresso, ma per la Prima Conferenza Nazionale sull'Infanzia.
Purtroppo sono ancore attuali, possiamo provare a usarle come faro."

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